Ve lo ricordate quando c'era l'ignoranza? Che bei tempi quelli! La saggezza dell'ignoranza era un atto di umiltà incredibile, chi non sapeva qualcosa su un certo argomento diceva "non lo so", rivoluzionario.
All'epoca la gente leggeva di più, si compravano libri e giornali, e quest'ultimi venivano letti per intero, non solo i titoli, eppure spesso molte persone si definivano meno esperte, nonostante fossero più informate, semplicemente perché capivano la complessità di certe vicende, avevamo l'ignoranza che ci faceva immaginare la complessità.
Oggi invece abbiamo la certezza di sapere tutto, abbiamo la possibilità di conoscenza mai viste prima dalle altre generazioni, ma non abbiamo la curiosità, non abbiamo l'ignoranza che ci faceva dire "forse mi sbaglio di tale cosa", rivoluzionario. Oggi invece cerchiamo chi ci da ragione.
Come siamo arrivati a questo punto? Credo che siamo stati tutti un po' complici quando abbiamo visto peggiorare l'informazione, ma non abbiamo fatto niente, quando hanno chiuso i cinema, ma noi avevamo la TV con l'abbonamento figo e chissefrega, ora ci sono i multisala spacciatori di popcorn e film preconfezionati per un pubblico che già sa quello che andrà a vedere, senza il piacere della scoperta e anche di rimanere deluso.
Certa Comunicazione è complice "scrivi meno che un testo troppo lungo non lo leggono" quante volte ce lo siamo sentiti dire e lo abbiamo detto?
Questo senso di resa che ci siamo installati come un app:
ci siamo arresi nel fare cultura anzi è diventata una parolaccia;
Ci hanno detto che "politica è brutto" ed ora siamo circondati da personaggi che hanno tutte le soluzioni per problemi che non hanno neanche capito.
Abbiamo perso la ricchezza di metterci in discussione, di capire, di guardarci allo specchio e magari di scoprire di avere torto, abbiamo sostituito il punto interrogativo con l'esclamativo, di nuovo, e abbiamo dimenticato i danni fatti in passato da tale sostituzione.



